La Cei ancora all’ attacco

Si legge sul numero di Ottobre di “Lui” che il presidente della Cei, Monsignor … , considera l’ Italia un paese senza morale.  Miei cari compatrioti … siete d’ accordo? Perché siete tutti amorali. Certo, lavorerete 12 ore al giorno; magari dovrete discutere, nelle poche ore libere, con figli esigenti e mogli/mariti un po’ nevrotici. Sicuramente sarete disponibili con il vicino, pronti a precipitarvi ad aiutare un amico nei guai, addirittura nel cuore della notte, ma … se vi masturbate nel bagno, guardate un film porno o avete un figlio gay che assecondate … mi spiace ma non avete nessuna moralità!

Poco importa se per principio cedete sempre il posto alla vecchietta di turno, se aiutate un ceco ad attraversare la strada, o se vi impegnate con Amnesty International per la salvaguardia dei diritti dell’ uomo (consiglio di scaricare il briefing “Dalla parte dei diritti umani”), Siete gay, vi smanettate nelle Dark, volete pure sposarvi, mio Dio ….! Persino avere figli! … Siete uomini senza morale.

Già, il contesto è sempre il solito: “ i Culattoni”. Perché in questi termini si parla solo quando si ha a che fare con certe cose. Per la violenza, gli stupri, gli atti di pedofilia, le rapine, gli omicidi ecc. , c’è sempre il perdono di Dio. Il paese non perde la sua moralità per questo (se mai si possa parlare della morale in termini così spiccioli) no, la perde se i gay (cattolici o non) osano volersi sposare attraverso il rito civile, perché la comunità non può permettersi tanto. Mi sarei aspettato un discorso sulla morale più complesso, da uomini tanto colti quanto sono gli alti prelati di sua santità. Si, perché nessun uomo può esistere senza morale, come sostenere che possa esistere un uomo senza coscienza! Sarebbe la negazione del suo stesso essere. Se la morale è l’ oggetto dell’etica, essa non è altro che un insieme di norme e codici comportamentali a cui l’uomo si avvale ogni volta che si relaziona. Perché la morale di un uomo è ciò che un uomo di fatto è. Vi sentite quindi uomini che non siete? La chiesa cattolica ha una dottrina etica ben definita. Pretende che sia rigorosamente rispettata da ciascun fedele. Fin qui, niente da replicare. Ma quando il Monsignore di turno si dimentica che non si può rivolgere ad uno stato laico come se fosse cattolico, esortandolo a riacquistare un’ etica perduta, come se quella cattolica fosse l’ unica accettabile, allora il problema mi si pone. Mi reputo, da uomo non cattolico, parecchio insultato.

Quindi, per la Curia Romana: Sono gay, Sono favorevole ai matrimoni gay, alle adozioni gay, ho messo 4 si al referendum sulla procreazione assistita, faccio sesso nelle dark,  ogni tanto guardo qualche film porno e … pensi un po’,  ho una moralità ben definita … certamente non cattolica, ma se mi fosse interessata, forse mi sarei battezzato.

La questione non finisce qui, perché oltre a ricordarci di quanto siamo amorali se non andiamo a messa e commettiamo atti impuri,  commette pure ingerenza morale sul parlamento richiamando la coscienza cattolica dei deputati/senatori perché si legiferi “come Dio comanda” (il loro si intende). Di quello anglicano che, ad esempio consente il divorzio,  poco interessa (è già, mica sono anglicani … loro), per questi, se il parlamento retrocedesse impedendo di sciogliere il sacro vincolo del matrimonio ( come possa poi uno stato considerarlo sacro non si sa), avrebbe compiuto un atto di saggezza  e di responsabilità non indifferente. Perché non gli è sufficiente istruire il proprio gregge, troppo poco.

Il fatto è che per come la penso, uno stato è in buono stato quando si impegna, in un modo o in un altro, per risolvere problemi pratici dovuti ad esigenze naturali e bisogni soggettivi/oggettivi degli uomini che lo compongono. La libertà delle convinzioni religiose è fondamentale. Il diritto ad avere deputati che di fronte ad una proposta di legge non aprano libri di catechismo, o un qualunque altro libro sacro, per rendersi conto di come votare, è altrettanto fondamentale. Naturalmente, chi si auspica uno stato teocratico sarà in disaccordo.

Attenzione, comunque, a non parlar troppo male dei prelati, pena la garrota … vi ricordate?

 

Versione stampa.pdf

La Cei ancora all’ attaccoultima modifica: 2007-11-07T04:10:00+01:00da daniele.dini
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento