I gay da Riparare

Molti ormai conoscono la Dottoressa ……. e le terapie riparative a cui la stessa fornisce il suo appassionato sostegno. In una lettera inviata alla redazione del Pride (Pubblicata sul numero di Novembre 2007), per contestare quanto in un precedente articolo, lo stesso Pride l’ avrebbe citata in modo inadeguato,  non solo rivendica il suo sostegno alle terapie riparative, ma si spinge fino a considerare omofobo il “Mondo gay”. La signora ….. si rattrista del fatto che, da parte della redazione, non ci si accorga quanto:

“… la massima omofobia è esercitata da parte di chi pretende di ghettizzare in un ambiente speciale (appunto, il mondo gay) tutte le persone omosessuali. Nella mia modesta comprensione, queste sono uomini e donne come gli altri, pur sperimentando un orientamento o vivendo un comportamento omosessuale, non “un modo a parte”.

Questi discorsi per me, e per tutti i gay sani di mente, non significano niente. Sono vuota retorica di chi vuol nascondere o addolcire la propria omofobia mascherandola con una parvensa di tolleranza, accoglienza buonismo, e intanto, attraverso la forca o le terapie riparative, si auspica che gli omossessuali spariscano dalla faccia della terra.” Una speranza vana, antistorica, antiscientifica e anti tutto quello che è in favore del buon senso. Questo, significa essere omofobi. Pochi di scorsi e poche parole. Ostinarsi a voler considerare gli omosessuali “Guasti”, tanto da doverli “Riparare”, è un atteggiamento inequivocabilmente omofobo. Tanto omofobo quanto quello di chi, forse per un atteggiamento più risolutivo, ci manderebbe alla gogna. Partendo dal presupposto che, ne il Pride ne le associazione gay hanno mai avuto la pretesa di relegare gli omossessuali  in un “ambiente speciale”, visto il significato della parola omofobia, non trovo nessuna relazione, comunque, tra l’ essere omofobi e la pretesa di ghettizzare tutte le persone omosessuali in un mondo a se. Non c’è dubbio che i gay siano persone come tutte le altre, almeno dal nostro punto di vista, ma il motivo per il quale tendano a isolarsi in un loro specifico ambiente, non è certamente determinato dal non volersi integrare con il resto della società (che comunque sarebbe sintomo di eterofobia), Ma dall’incapacità del “resto della societa” di accettare l’ omosessualità. Le terapie riparative ne sono una chiara dimostrazione. Il motivo per cui, personalmente, preferisco stare in un ambiente gay, signora ….. , è perché non vi trovo intolleranza Non rischio di perdere il mio lavoro, di essere insultato, malmentato o riparato.

“… lasciate agli omosessuali l’ intangibile libertà di esplorare ad dove provenga un loro eventuale malessere: tra l’altro latro la Gat ( gay affermative therapy) è psicoterapia esattamente come l’ approccio ripartivo …” .

Nessuno vuole limitare la libertà di nessuno; ma è diritto di chiunqe contestare. E si contesta l’ applicazione di una terapia che non ha nessuna base scientifica, ma che è avvalorata essenzialmente da convinzioni religiose e morali di stampo omofobo. Riparare i gay è una follia in termini pratici, perché  nell’ omosessualità non c’è niente di guasto ad riparare. Lo dimostra la storia, le considerazioni scientifiche più recenti, i fallimenti delle terapie mediche passate e gli insuccessi dell’ odierno “approccio ripartivo”. Come risponde il direttore Giovanni Dall’ Orto, se i movimenti degli ex gay si manifestassero per quello che sono, e quindi movimenti ispirati a considerazioni religiose, per quanto non godrebbero del mio appoggio, nessuno avrebbe da contestargli il diritto ad esprimere il loro punto di vista. Ma come sostengo ad sempre, quando le motivazioni religiose cercano di farsi biecamente amica la scienza, spacciando verità di fede per verità pratiche, allora la qestione diventa più complicata.Trovo ridicolo, inoltre, spacciare la terapia ripartiva come  l’ approccio a cui i gay, delusi dagli ambienti “attivisti”, si affiancano e trovano la vera accoglienza, l’ ascolto e il  rispetto.Trovo molto triste, oltre tutto, vedere che l’ Italia è ancora il paese degli avvocati. Dove si ha paura del confronto e delle opinioni altrui, dove si corre dall’ avvocato allorché qualcuno ci contesta. La dottoressa in qestione, ha depositato al proprio studio legale una copia di Pride solo perchè è stata citata come sostenitrice del Narth (associazione per la ricerca e la terapia dell’ omosessualità). Ho lasciato i ….. al posto del nome per questo motivo. Fino a che il nostro paese rimarra così ridicolmente antiliberare dovrete accontentarvi dei …..!!!

 

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I gay da Riparareultima modifica: 2007-11-22T08:40:00+01:00da daniele.dini
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